Dopo lunghe attese, si riattivano gli spazi espositivi delle città italiane.  La pandemia in sé, essendo un evento prevaricante sulla vita e sulle attività umane, ha creato nuovi spunti di riflessione che inevitabilmente hanno influito sulla produzione di nuove opere e di nuovi progetti. Le gallerie, poi, vere protagoniste del mondo dell’arte per tutto il Novecento, devono riuscire in questo contesto a ricoprire e riscoprire il loro storico doppio ruolo: quello di spazi economici e di commercio e quello di presidi culturali, estetici e didattici sui diversi territori. È chiaro che le nuove sfide lanciate dagli eventi storici in corso cambiano i piani e le scelte espositive. La Galleria d’arte contemporanea Luigi Solito, spazio situato nell’ex-lanificio borbonico di Napoli, esempio di archeologia industriale, si inserisce in questo contesto, scegliendo di ricominciare da una mostra collettiva. A essere ospitati in questa esposizione napoletana, dunque, 16 artisti che hanno nell’appartenenza alla scena artistica di Berlino il fil rouge che li lega, tra artisti emergenti e nomi più affermati dello scenario artistico internazionale: Minor Alexander (Germania), Kristina Bekker (Germania-Russia), Diego Cibelli (Italia), Katya Quel Elizarova (Germania-Russia);Wolfgang Flad (Germania), Lukas Glinkowski, (Germania), Andrej Golder (Germania), Gregor Hildebrandt (Germania);John Isaacs (Inghilterra), Ryan Mendoza (USA), Anna Nezhnaya (Germania-Russia), Emmanuel Pidré (Argentina), Tim Plamper (Germania);Frédéric Platéus (Belgio), Alexander Skorobogatov (Germania) e Sergej Tchoban (Germania-Russia).

Wolfgang Flad, untitled (dark side of the moon), 2020, mixed media

In particolar modo, il lavoro pensato per Napoli rimanda a quello presentato alla Schaufenster di Berlino nello scorso novembre. La ricerca portata avanti dalle due curatrici/artiste, Anna Nezhnaya e Fabia Mendoza, rimarca i legami molto profondi che queste ultime hanno con entrambe le città, l’una mediterranea l’altra mitteleuropea, con l’elemento “dell’appartenenza” decisivo nella costruzione di questa mostra. Il titolo “Portal #2” da già un’indicazione importante rimandando appunto a una connessione, un punto d’incontro tra due luoghi distinti geograficamente ma accomunati nella vitalità artistica. Il sottotitolo della mostra, “Napoli/Berlino”, invece, intende proprio porre l’accento sull’accostamento di queste due realtà, apparentemente svincolate ma che, invece, hanno diversi elementi in comune.

Lukas Glinkowski, untititled, 2021, oil, gloss paint, acrylic mirror, mirror, wood

«Quando abbiamo inaugurato Portal allo Schaufenster di Berlino, mi sentivo come una bambina il giorno di Natale; la sensazione magica che avverti quando entri nella stanza dove brilla l’albero di Natale con i doni», ha commentato Anna Nezhnaya. «Da curatrice, ho solo riunito le opere d’arte di quegli artisti che ho ammirato e che mi hanno ispirato. Di conseguenza, la mostra ha attirato l’attenzione del pubblico berlinese, che nei mesi precedenti era rimasto bloccato a causa del lockdown e quindi era desideroso di arte. Sono stata estremamente felice e lusingata quando la Galleria Luigi Solito mi ha suggerito il progetto Portal #2 per creare un “portale” di collegamento tra Napoli e Berlino».

John Isaacs, Cast from light and dark…, 2013, patinate bronze, steel

Le grandi tele composte da materiali filmici e audiovisivi di Hildebrand si contrappongono ai colori delle opere di Wolfgang Flad, dove le strutture erose della natura si celano a superfici semiriflettenti, delle finestre sulla natura ma anche specchi luminosi e vivaci. L’indagine dell’antico della Venere di Milo di Minor Alexander si intreccia con la visione scultorea e architettonica di John Isaacs con il suo Cast from light and dark. Presente un lavoro di Ryan Mendoza, già recentemente ospitato in una personale nella stessa galleria nello scorso ottobre che lo vide protagonista anche del grande progetto espositivo “Almost Home”, visitabile presso i cortili d’onore del Palazzo Reale di Napoli.

Minor Alexander, Venus de Milo 2.0, 2020, mixed media

«Con un focus sull’interazione diretta con un giovane pubblico, e attraverso la riproduzione della città in modo performativo, la Luigi Solito Galleria Contemporanea rappresenta la nuova generazione che aggiunge vita alle gallerie napoletane affermate nella scena internazionale», ha spiegato la curatrice, Fabia Mendoza. «Non sorprende che Solito inauguri questa nuova era con un gruppo di giovani artisti emergenti di Berlino, città dove è possibile scoprire un modo di fare nuova arte, sperimentale e di tendenza. Un’arte che brilla come diamanti nell’eccesso di offerta spesso banale e prodotta a buon mercato che pateticamente cerca di caricarsi di significato invece di esistere con orgoglio secondo il credo di Andrej Tarkovskij: “se cerchi troppo il significato, ti perderai tutto ciò che sta accadendo intorno a te”», ha continuato Mendoza. «Alla ricerca del “portale” che Alice nel Paese delle Meraviglie ha trovato nello specchio, Portal #2 – Napoli / Berlino ci conduce in un mondo da sogno che non potrebbe essere più vivo di Napoli e più specifico per Berlino».

Tim Plamper, Ausnahme der Gewissheit 001, 2014, pencil on paper

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