È di alcune settimane fa la notizia del matrimonio tra il body builder kazako, Yuri Tolochko, e la sua sex doll, Margo. La documentazione video del grande giorno ha fatto il giro del mondo accompagnata da una scia di polemiche, così come lo sono state le dichiarazioni dello sposo: «Le coppie hanno bisogno di parlare di meno e connettersi di più».

Provocazione a parte, è sicuramente vero che, a causa di una sessualità sempre più aperta, che gioca spesso tra reale e virtuale, dell’insicurezza sociale in crescita e, non ultimo, della pandemia di Covid 19 che ha costretto tutti a una forzata solitudine, molti uomini preferiscano la compagnia di una bambola a quella di una donna. Non solo sotto le lenzuola a quanto pare.
A giovarne, i produttori di sex robot (così si chiamano adesso), che negli ultimi mesi hanno visto gli ordini schizzare alle stelle, e che proprio per cavalcare il successo stanno realizzando modelli sempre più all’avanguardia, in modo da offrire prestazioni il più possibile veritiere.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE RIPRODUCE GEMITI UMANI
La novità del momento la si deve a LoveDolls, un’azienda britannica che ha costruito un prototipo che emette gemiti in tutto e per tutto simili a quelli umani.

L’idea è nata per rendere ancora più immersiva l’esperienza provata dai clienti, e come spiegato al Daily Star da un portavoce, non è l’unica del 2020. «Quest’anno abbiamo inventato alcune nuove funzionalità davvero incredibili, che hanno aumentato la qualità dei nostri prodotti enormemente». E con essa il giro di affari visto che negli ultimi 6 mesi il fatturato è raddoppiato.
Dall’enorme fabbrica in Cina in cui vengono prodotte, infatti, le loro bambole robotiche non si limitano più ad assomigliare a donne vere solo nell’aspetto, ma in molto altro.
Il merito è di un sistema di Intelligenza Artificiale integrato, che oltre ai gemiti rende i Sex Robot in grado di rispondere anche ad alcune domande.
Ma non è tutto. «Abbiamo anche messo a punto un meccanismo di finta respirazione che fa sì che il petto della bambola si alzi e abbassi ritmicamente come se stesse davvero respirando. Avvicinandosi si puoi anche sentire l’aria che entra ed esce dal naso».
Un passo avanti notevole verso l’umanizzazione delle bambole, dopo quelli già compiuti per renderle più snodate e anche riscaldate. Già perché la loro temperatura non è quella di un comune oggetto in plastica ma si aggira intorno ai 36-37 gradi.

I COSTI
Le buone notizie per gli amanti del genere però finiscono qui. Come quasi sempre quando si parla di versione delux, i costi infatti lievitano.
Coloro che cercano l’esperienza “completa” con i robot sessuale più esclusivi, insomma, devono mettere mano al portafoglio, anche perché sono personalizzabili in ogni aspetto, estetico e non.
Le tariffe sono tante, come spiega l’azienda stessa. «Sono disponibili varie bambole dotate di intelligenza artificiale con costi differenti. Tutte possono rispondere a un massimo di 20 semplici richieste e persino lodare le prestazioni del loro amante. Quelle con fronti, tempie e guance che si muovono da sole proprio come persone vere costano 1,115 sterline ciascuna, quelle con il corpo riscaldato, invece, in media 1.300 sterline».
La richiesta più popolare però è proprio di ascoltare gemiti pseudo-umani durante la performance. Per farlo basta spendere 52 sterline, il costo di un piccolo altoparlante aggiuntivo.

IL RISCHIO DI PREFERIRE LA FINZIONE ALLA REALTÀ
Ma una finzione così tanto realistica, da gioco innocente e divertente non rischia di sconfinare in qualcosa di più pericoloso, sul cui fare una riflessione?
Stando agli esperti sì e sono molti coloro che ritengono che queste bambole sempre più umane possano un giorno sostituire molte relazioni nella vita reale.
Sembra incredibile ma non lo è. Il motivo è molto semplice: una delle chiavi del successo di oggetti sessuali simili è quella di dare l’illusione di una relazione vera ma molto più serena, visto che i conflitti generati dal confronto tra persone spariscono, e rimangono solo i fattori positivi. La natura unilaterale del rapporto uomo-robot non necessita di grandi sforzi e non espone chi le vive a nessun tipo di giudizio.
Questa sensazione di comfort alla lunga rischia di cambiare radicalmente il modo in cui le persone vivranno le relazioni, sociali, sentimentali e sessuali. «Con le macchine ci si abitua ad interagire con qualcosa che non ha il libero arbitrio e alla fine uscire e confrontarsi con esseri umani e usare l’empatia sarà un lavoro più difficile rispetto ad oggi, a tal punto che molti vi rinunceranno», commenta Jenny Kleeman, autrice di Sex Robots e Vegan Meat.

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