Associazione Arte Continua: a tu per tu con il Presidente Mario Cristiani

Associazione Arte Continua: a tu per tu con il Presidente Mario Cristiani

Con due nuovi appuntamenti Associazione Arte Continua conferma la propria dedizione (qui tutte le iniziative) nella creazione – sempre in collaborazione con le comunità locali e le istituzioni – di un punto di equilibrio tra città e campagne e nella produzione di nuovi legami fra arte, architettura e paesaggio, restituendo all’arte un ruolo centrale nella costruzione delle città e del territorio. 

A Firenze, negli spazi di Manifattura Tabacchi, si inaugura oggi la mostra SENZA TE, SENZA NORD, SENZA TITOLO di Giovanni Ozzola, a Barberino (Tavarnelle) l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti accoglie sul tetto la scultura Waterbones (nightfall) di Loris Cecchini e nel comune di Colle Val d’Elsa negli spazi di UMoCA – Under Museum of Contemporary Art si aprirà domenica 29 ottobre Arranging Proximities di Loris Cecchini. Con l’occasione di queste nuove iniziative di arte pubblica che coinvolgono artisti della comunità internazionale dell’arte, non concentrate solo nelle grandi città ma diffuse sul territorio, abbiamo incontrato Mario Cristiani, Presidente di Associazione Arte Continua. 

Mario Cristiani © Ela Bialkowska OKNOstudio

Senza te, senza nord, senza titolo. Con la mostra di Giovanni Ozzola negli spazi di Manifattura Tabacchi si conferma la collaborazione tra Associazione Arte Continua e il polo culturale fiorentino. Partendo da qui e dalla condivisione di obiettivi come il recupero e la rigenerazione degli spazi, quali sono oggi gli intenti dell’Associazione?

«L’intento dell’Associazione è stato fin dalla sua nascita quello di far vivere l’arte degli artisti della comunità internazionale dell’arte negli spazi comuni dove si svolge la vita quotidiana. L’obiettivo, se così si può dire, è quello di sostenere una cultura del presente che sia in continuità con ciò che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, per poter tramandare a quelle future il messaggio che non tutto si consuma nell’immediato ma che esistono ricerche che tentano di cucire il tempo, dando continuazione a quello che è stato e trasferendone il messaggio al futuro. L’arte riesce in tal modo a penetrare e a sopravvivere ai cambiamenti dei sistemi di potere, da quello economico, a quello politico, sociale o personale. La nostra ricerca è rigenerare una contemporaneità che non rimanga impigliata nella cronaca o nella semplice documentazione del momento presente. Il legame con la Manifattura Tabacchi nasce nella speranza di una connessione tra la parte storica della città, quella “della nuova borghesia”, resa aristocratica dal Rinascimento, e l’immensa colata di cemento con poca anima della nuova ricchezza, nata dall’industrializzazione post-seconda guerra mondiale. Se riusciremo a realizzare questa cucitura sarà nostro intento organizzare mostre per raccontare il lavoro di un artista in modo più profondo, una delle missioni in cui l’Associazione e io personalmente siamo impegnati».

Giovanni Ozzola, Sin tiempo / Timeless, frame video. Photo by: Ela Bialkowska, OKNO Studio © Giovanni Ozzola e Galleria Continua

Giovanni Ozzola e Loris Cecchini, entrambe le mostre nascono da forme di collaborazione, quindi anche di relazione, con Manifattura Tabacchi come MoCA – Under Museum of Contemporary Art. Che significato ha oggi e per l’Associazione il recupero delle relazioni?

«Alla Manifattura Tabacchi per il momento abbiamo in programma la mostra di Ozzola, ma, se lui sarà d’accordo, potrebbe esserci in futuro anche un progetto di Loris Cecchini tra gli spazi interni e esterni. L’installazione all’Osservatorio Astronomico di Barberino e la mostra a Colle Val D’Elsa confermano l’intento di presentare artisti in luoghi accessibili a tutti, all’aria aperta, e in destinazioni diverse rispetto a quelle tipiche dell’arte. Le relazioni sono sempre fondamentali, siamo “animali culturali” e solo nella trasmissione corretta delle informazioni – e quindi sull’affidabilità delle relazioni –  costruiamo e abbiamo costruito capacità di comprensione dell’arte e, attraverso questa, del mondo».

Giovanni Ozzola, Scars – towards ourselves, particolare. Photo: Duccio Benvenuti – Art Store © Giovanni Ozzola e Galleria Continua

Se le chiedessi di accompagnarci in visita, cosa vedremmo?

«Entrambe le mostre presentano opere significative dei due artisti. La Manifattura accoglie infatti un nucleo importante dei lavori di Ozzola, che abbracciano più di un decennio della sua pratica, tra opere video, installazioni e stampe.  La collaborazione con Manifattura Tabacchi ci permette di far conoscere meglio, attraverso l’esposizione di alcune opere chiave, il lavoro di artisti che aiutano la missione dell’Associazione attraverso donazioni e partecipazione ai nostri progetti, che spesso si nutrono di raccolte fondi. La mostra personale di Ozzola, per quanto non esaustiva della sua pratica, è un modo per dare all’artista la possibilità di raccontarsi, e alle persone appassionate di prendere conoscenza e coscienza del linguaggio e del lavoro che l’artista porta avanti, al di là della generosità che viene testimoniata dalla singola donazione o partecipazione ad un progetto non profit».

UMoCa © photo Ela Bialkowska OKNOstudio

E in Colle Val d’Elsa?

«Lo stesso vale per Cecchini a Colle Val d’Elsa, negli archi del ponte di San Francesco, trasformato nel 2001 da Cai Guo-Qiang in UMoCA. All’”Under Museum of Contemporary Art” sono state esposte opere di artisti rilevanti come Mario e Marisa Merz, e, nell’estate appena trascorsa, alcune installazioni di Mimmo Paladino. Il 29 ottobre è il turno di tre grandi sculture di Loris Cecchini. Il ponte, come simbolo, sostiene la connessione e il rispetto delle differenti culture dell’umanità e Cai Guo-Qiang ha scelto proprio quello dedicato a San Francesco perché portatore di un messaggio di pace e rispetto tra le varie forme della natura e gli esseri umani, indipendentemente dalla provenienza culturale e geografica. UMoCA è nato dunque dalla volontà dell’artista Cai Guo-Qiang di connettersi profondamente al contesto naturale, storico e culturale di Colle di Val d’Elsa e con il simbolo universale della figura di Francesco d’Assisi, Santo per i cattolici ma universalmente simbolo di amore e rispetto per la vita, aldilà della provenienza. Tutti valori fortemente condivisi anche dalla nostra Associazione, per cui conta di più dove vogliamo andare insieme rispetto a da dove proveniamo come individui. Le sculture di Cecchini a UMOCA ben dialogano con questo contesto, creando una sinergia tra naturale e artificiale, grazie al proliferarsi di moduli metallici che esprimono contrasto tra materie minerali, come a rendere evidente la stratificazione che la città ha attraversato: da materiali semplici come mattoni, pietre e legno, al ferro e al cristallo che compongono il museo, all’acciaio delle sculture di Cecchini. Loris con le sue opere racconta l’oggi e apre al futuro, dando vita ad un’armonia con l’ambiente che vale la pena vedere coi propri occhi».

Loris Cecchini, Arborexence. Ph. Loris Cecchini © Associazione Arte Continua

Qual è la portata storica ed estetica di queste due mostre e come si inseriscono nella realizzazione di Associazione Arte Continua di progetti che coinvolgono l’arte contemporanea come motore per il miglioramento delle condizioni sociali e ambientali?

«Le due mostre danno la possibilità di approfondire il lavoro dei due artisti. Se poi avranno una portata storica, lo vedremo tra un certo numero di anni. Di certo, sia Giovanni che Loris sono molto sensibili al tema delle condizioni sociali e ambientali, come testimonia la generosità con cui partecipano a progetti legati a queste tematiche donando le loro opere. Per entrambi però, come anche per me, sono molto importanti l’aspetto poetico ed estetico. La coerenza sta nella costruzione di un loro linguaggio specifico che interessi anche a me, per cui io stesso senta di volerli sostenere come artisti. L’aspetto sociale e ambientale è tangente alla loro ricerca, è più qualcosa che riguarda la missione dell’Associazione e la mia personale sensibilità. Loro si muovono tenendo insieme tutti questi aspetti e li sintetizzano ognuno individualmente a modo proprio, dandogli continuità nel rinnovamento. Io sono felice se riesco a incuriosire qualcuno a venir direttamente a vedere le mostre».

Antony Gormley, Fai Sazio Prendi Posto, Poggibonsi ©Associazione Arte Continua

Il 4 ottobre è stata messa a dimora la prima pianta del progetto Arte per la Riforestazione. Riprendendo il concetto di relazione di cui abbiamo parlato, e recuperando un’idea di arte come polmone verde, crede sia possibile fare dell’arte uno strumento di rigenerazione? Qual è l’approccio di Associazione Arte Continua in questo senso e nell’ottica di ambienti Verdi e abitabili e quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine?

«In realtà tutti i progetti dell’Associazione da quando divenni Presidente, da Arte all’Arte, Arte Architettura Paesaggio, passando per Rinascimento-Nascimento, ad Arte x Vino=Acqua, Arte Pollino, fino alle Città Del Futuro – di cui sono parte queste due ultime mostre – e alla piantumazione a Prato del  Bosco delle Neofite, ruotano intorno alla questione di come rendere evidente che gli artisti della comunità internazionale dell’arte con cui abbiamo collaborato, collaboriamo, e collaboreremo abbiano un ruolo essenziale nel dare rilievo, attraverso le loro opere, a un cambio di paradigma che è sempre più urgente per l’umanità. Se non prendiamo coscienza che occorre inserire una visione di lungo periodo dentro il nostro agire sul mondo, saranno le generazioni da adesso in poi a pagare prezzi sempre più difficili da sostenere, continuando ad intaccare il grande patrimonio della natura che noi stiamo usando e gettando con troppa rapidità, facendo del male a noi stessi e a moltissime altre specie viventi. L’arte e le opere degli artisti, che si trovano in uno spazio aperto pubblico e gratuito, sono come alberi che non possono difendersi da soli se non vengono rispettati. Sono ossigeno di libertà gratuita, di pensiero individuale, di coscienza possibile e di unione delle comunità. Permettono di dare senso e continuità alla vita».

Messa a dimora della prima pianta. Monsignor Giovanni Scaccini, Vicario del Vescovo di Prato, Giovanni Ozzola, artista, Mario Cristiani, Presidente di Associazione Arte Continua, Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, Monsignor Giovanni Nerbini © Associazione Arte Continua

«L’equazione – riprende – che cerchiamo di far comprendere è in pratica quella degli alberi come ossigeno per il corpo e l’arte come ossigeno per la mente e viceversa, cercando di darle corpo a partire dai luoghi più svantaggiati in cui vivono le comunità, come le case popolari di una zona della città. La crisi sanitaria del Covid, se da un lato ha scatenato guerre e violenze generalizzate, dall’altro ci ha spinto a cercare di fare la nostra parte e insistere ancora di più con azioni a salvaguardia dell’ambiente, per non arrendersi alla violenza e alla stupidità di umani che si sentono superiori a tutti e a tutto, minando con i loro comportamenti la libertà e la possibilità di molti altri di vivere con gioia e partecipazione il grande dono di essere vivi in questo pianeta meraviglioso». 

«Per concludere, Happy Birthday a tutti, vi aspettiamo alla manifattura Tabacchi e a UMoCA! Vi invitiamo a visitare le opere che abbiamo donato con gli artisti nelle città di Colle Val D’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano, Montalcino, Vinci e Scandicci. In primavera anche il bosco delle Neofite, che stiamo realizzando con il comune di Prato e PNAT del professor Mancuso, sarà pronto e potremo fare un’altra festa insieme all’ombra di quei meravigliosi alberi del bosco delle Neofite. A presto ciao», Mario

Cai guo Qiang, UMoCA. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio © Associazione Arte Continua

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