Se la fine dell’anno è tempo di bilanci, quello ambientale del 2020 non è probabilmente dei migliori. E non solo a causa della pandemia da Covid-19: il 2020 ci ha regalato anche catastrofi naturali e disastri di origine antropica, gli incendi in Australia e le inondazioni che ci hanno ricordato, una volta di più, che il cambiamento climatico è già in atto e che, combinato con la cementificazione del territorio, sta già mostrando tutti i suoi effetti peggiori. Le vacanze di Natale e il ritmo rallentato di fine anno ci possono offrire l’occasione per un ripasso, attraverso le letture e i film a tema ambientale usciti nel 2020. Ecco i migliori secondo noi.

Maja Lunde, Gli ultimi della steppa, Marsilio (romanzo)

Un giovane zoologo di San Pietroburgo, una riserva per la conservazione di rari cavalli selvatici e un viaggio in Mongolia sono alcuni tra gli ingredienti apparentemente improbabili di questo romanzo dell’autrice norvegese Maja Lunde. La storia si sviluppa su piani temporali diversi che coprono tre secoli e attraversa varie ambientazioni geografiche, unite dal filo narrativo incarnato dai cavalli di Przewalski e dall’impegno di alcune persone per impedirne l’estinzione. Questa razza di cavallo selvatico di origine molto antica, oggi estremamente raro, che sopravvive nella zona di esclusione di Chernobyl, è al centro del terzo romanzo di una tetralogia letteraria che Lunde dedicata all’ambiente, dopo La storia delle api (2017) – incentrato sul delicato equilibrio naturale al cui centro ci sono le api – e La storia dell’acqua (2018) – che mette in luce i disastrosi effetti che le nostre azioni possono avere sul Pianeta.

Kiss the Ground

Kiss the Ground (documentario), Josh e Rebecca Tickell

Le notizie sullo stato di degrado ambientale del suolo, sull’inquinamento atmosferico e idrico e sulla contaminazione del cibo possono essere deprimenti: per non esserne sopraffatti, molti preferiscono tenersi lontano dal problema e fingere che non esista. Continuare a insistere solo sulla catastrofe potrebbe essere controproducente ai fini della lotta ambientalista: da questo assunto parte il documentario Kiss the Ground, uscito a settembre e disponibile su Netflix o, a un prezzo simbolico, su Vimeo. Con la partecipazione, tra gli altri, dell’attore Woody Harrelson, che presta la sua voce narrante e della top model Gisele Bündchen – noti per il loro attivismo – il documentario propone una serie di soluzioni concrete ai diversi problemi ambientali che riguardano direttamente il suolo: politici, scienziati e attivisti guidano lo spettatore alla scoperta dell’agricoltura rigenerativa, che punta a mantenere e recuperare la fertilità del terreno. 

Luca Mercalli, Salire in montagna. Prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale, Einaudi (saggio)

Il noto climatologo Luca Mercalli un giorno decide di comprare e ristrutturare una vecchia baita sulle Alpi Cozie nell’ottica di trasferircisi. Una migrazione verticale insolita, di cui Mercalli, famoso divulgatore scientifico, racconta in prima persona gioie e ostacoli di una salita in quota motivata dal riscaldamento climatico che rende insopportabile l’estate in città. La scelta diventa l’occasione per riscoprire la montagna e la possibilità che questa offre per ridare vita a borghi abbandonati con tecniche di bioedilizia e recuperare il rapporto perduto con la natura. Lo scienziato, cercando nel proprio piccolo di cambiare stile di vita per iniziare da sé il cambiamento che vuole vedere nel mondo, scopre una vita piú contemplativa e meno competitiva, che qualsiasi persona consapevole del proprio tempo dovrebbe curare.

Fabio Ciconte, Fragole d’inverno. Perché saper scegliere cosa mangiamo salverà il pianeta (e il clima), Laterza (saggio)

Le nostre abitudini alimentari hanno un immenso impatto ambientale, ma buona parte di esso potrebbe essere evitata: quella rappresentatata dell’agricoltura e dell’allevamento intensivi, su scala industriale, responsabili rispettivamente del 10% e del 17% delle emissioni inquinanti in Europa. A loro volta, le colture a cui siamo abituati sono minacciate dalla crisi climatica, che muta i cicli di crescita, uccide le api e distrugge i raccolti con siccità e alluvioni. Il giornalista Fabio Ciconte – autore per Internazionale di una serie di inchieste  sui retroscena dei supermercati condotte insieme a Stefano Liberti – con Fragole d’inverno guida il lettore verso una maggiore consapevolezza dell’impatto delle scelte alimentari e dell’importanza di rispettare la biodiversità e di scegliere prodotti stagionali, alla ricerca di un nuovo modello di produzione alimentare. 

A Life on Our Planet

A Life on Our Planet (documentario), David Attenborough

Dopo una vita trascorsa a diffondere la conoscenza e la bellezza della natura, portando in televisione i variegati paesaggi di tutto il mondo, a 94 anni sir David Attenborough consegna a Netflix quello che può definirsi il suo testamento artistico e ambientalista. Con A life on Our Planet il gigante della divulgazione ripercorre la sua lunga carriera e si espone ancora una volta in prima linea per trattare alcune delle maggiori minacce ambientali connesse alle attività economiche umane, ma lasciando anche un messaggio di incoraggiamento: se agiamo ora, dice Attenborough, siamo ancora in tempo per evitare il disastro. 

I’m Greta (documentario), Nathan Grossman

Ammirata, guardata con sospetto, criticata e invitata dai potenti di tutto il mondo Greta Thunberg può essere vista da molte prospettive diverse: Nathan Grossman la osserva senza retorica né toni celebrativi, mostrando anche gli aspetti più fragili di una ragazza che, dagli scioperi del venerdì, si è ritrovata alla ribalta mondiale. Ispiratrice di un movimento globale per l’ambiente, Thunberg in un paio d’anni è diventata la figura più nota dell’impegno ambientalista nel mondo, e questo documentario ci mostra anche la sua fatica e i suoi dubbi di fronte a un problema – quello del disastro ecologico – molto più grande di lei. L’obiettivo (centrato) del film è innanzitutto quello di mostrare l’impegno che muove Thunberg e migliaia di altre persone insieme a lei, e magari di ispirare altri ancora ad abbracciarlo. 

Public Trust

Public Trust (documentario), David Garrett Byars

Le terre pubbliche degli Stati Uniti, i territori abitati da quel che resta dei popoli indigeni e delle nazioni tribali, dopo secoli di gestione sostenibile, sono oggi minacciate dagli interessi delle aziende estrattive minerarie. Il documentario – che si autodefinisce “in parte lettera d’amore, in parte denuncia politica” – indaga come questi territori pubblici, posti sotto la protezione di diverse agenzie statali e federali, siano minacciati dalle politiche di Trump, attraverso tre storie esemplari di distruzione e impegno per evitarla: quella di un monumento nazionale nel deserto dello Utah; quella di una miniera nelle Boundary Waters in Minnesota e quella di una trivellazione petrolifera nell’Arctic National Wildlife Refuge, in Alaska. Diretto dal regista David Garrett Byars, il film è prodotto da Patagonia, il celebre marchio di abbigliamento e attrezzatura per l’outdoor, noto anche per il suo storico impegno per la sostenibilità, oltre che da Robert Redford, ed è disponibile gratuitamente

Andri Snær Magnason, Il tempo e l’acqua,  Iperborea (saggio)

Molte persone faticano a rendersi conto della concretezza della crisi climatica: percepiscono gli appelli di scienziati e ambientalisti come esagerazioni allarmiste e non vedono che il cambiamento è già diventato realtà. Quel che è agli occhi di molti è tangibile è ciò che ha nutrito l’immaginario collettivo attraverso la memoria delle generazioni precedenti, dalle leggende alle abitudini radicate. Per questo serve un nuovo patrimonio culturale, che racconti la crisi climatica per farcela percepire più vicina. Lo fa, in una forma narrativa estremamente originale, lo scrittore e poeta ecologista Andri Snær Magnason, che intreccia storie di famiglia con dati scientifici e immagina conversazioni future tra figlie e pronipoti, attingendo alla poesia nordica e riscoprendo le origini comuni di luoghi e leggende lontane nel tempo e nello spazio, per costruire un nuovo bagaglio condiviso per aiutare i lettori a dare senso alle notizie drammatiche che sentono alla tv, rendendole più concrete. 

Costing the Earth (podcast), BBC Radio

Il 2020 ha visto l’esplosione dei podcast: si può approfittare delle vacanze per recuperare le puntate uscite quest’anno di Costing the Earth, la trasmissione di BBC Radio 4 del martedì pomeriggio e del mercoledì sera, che – dal salvataggio degli animali colpiti dagli incendi in Australia alle città senz’auto, fino ai legami tra crisi ambientale e Covid – esplora gli effetti delle attività antropiche sull’ambiente, le reazioni del Pianeta e le iniziative locali per promuovere un atteggiamento più rispettoso e meno impattante. 

Ted Talks

Anche TED Talks quest’anno ha prodotto una serie di interventi sul tema della crisi climatica, divulgativi e leggeri nel classico stile TED, ma pur sempre incisivi. Si va dai classici talk di 15 minuti a vere e proprie brevi pillole di approfondimento fino agli episodi della serie Countdown Session, in cui diverse figure si confrontano a partire da parole chiave come trasformazione, leadership e urgenza, in confronti di circa un’ora. I temi sono vari, tutti connessi a loro modo a clima e ambiente. 

L’articolo I 10 migliori libri e documentari del 2020 sull’emergenza climatica proviene da The Vision.