Una nuova e, si spera, sempre più duratura sinergia tra le Accademie di belle arti, in questo caso quelle di Napoli e Roma, accanto a una grande impresa pubblica come Grandi Stazioni che, dal 1998, amministra e valorizza le 14 stazioni ferroviarie più grandi della Penisola. Questo nuovo progetto ideato e realizzato in uno dei momenti più tragici e fuori dall’ordinario della storia nazionale, permette all’arte e alla creatività giovanile di riprendere con forza uno dei suoi compiti più essenziali, assumendo la responsabilità di essere generatrice, promotrice e portatrice di bellezza, operando anche nei cosiddetti non-luoghi, ovvero, tutti quegli spazi in cui un’ampia varietà di individui, con le rispettive personalità, si incrocia senza stringere alcun rapporto di relazione, rapita dal contesto e dalle proprie azioni/operazioni del quotidiano, così come spiega l’antropologo e filosofo francese Marc Augé nel suo Non-lieux. Introduction à une anthropologie de la surmodernité del 1992.

La stazione, dunque, grazie alle opere di giovani artisti si trasformerà in uno spazio espositivo, luogo di dialogo e riflessione oltre che di transito e attesa, in maniera totalmente diversa da un museo o galleria. Qui il fruitore non sceglie di osservare un opera d’arte, piuttosto ci si imbatte in maniera totalmente inaspettata, catturato dalla meravigliosa utopia delle istituzioni artistiche di estetizzare il mondo, al fine di sviluppare un’idea diversa dal semplice uso e consumo del luogo in cui ci si trova e si vive.

Visioni d’istanti e PopNapoliPop: le Accademie di Roma e Napoli tra le stazioni Termini e Garibaldi

A Roma, per esempio, nella grande Hall della stazione Termini è stato creato un percorso espositivo che si fonde con lo spazio architettonico esterno e interno, in cui 19 giovani artisti provenienti dai corsi di alta formazione delle due prestigiose istituzioni, innescano visioni personali sulle tematiche più pertinenti al contesto per cui sono state ideate. Le loro visioni si materializzano così su grosse pannellature di tipo pubblicitario, capaci di inglobare diversi linguaggi digitali, con l’invito esplicito, già all’ingresso dell’edificio, a prestare attenzione a queste entità che, a uno sguardo superficiale, possono sembrare aliene ma che, in realtà, sottolineano un messaggio insito nella coscienza di ognuno di noi: la bellezza è qualcosa di essenziale, così come il senso di ammirazione e di rispetto nei confronti del bello.

Tutto ciò prosegue a Napoli dove, su una delle facciate esterne della stazione Garibaldi, è stato realizzato un murales di grosse dimensioni, sul quale sono riprodotte le immagini più iconiche della cultura pop napoletana, personaggi che hanno un rapporto strettissimo con il territorio e che si intersecano con monumenti e prodotti gastronomici tradizionali. Un’iconografia che diventa un atto di celebrazione della città e del quartiere, un’opera che fa riferimento a linguaggi del Novecento come la pop art o al collage tipico del dada, ma che lascia trasparire una tipo di ricerca accademica totalmente originale.

I giovani artisti coinvolti

I due progetti espositivi “Visioni d’istanti” e “PopNapoliPop” rientrano nell’ambito del programma Accademie in Stazione, fortemente voluto da Grandi Stazioni e coordinato grazie al lavoro dei docenti delle Accademie di Belle Arti di Roma e Napoli: Sabina Alessi, titolare del corso di decorazione a Roma, Rino Squillante, docente dei corsi di pittura, disegno, tecniche extramediali, insieme a Marco Gallo, docente di applicazioni digitali per le arti visive per l’Accademia di Napoli, con il coordinamento generale di Lavinia Giangreco dell’agenzia Sangit. Gli Artisti che hanno lavorato sono: Francesca Romana Cicia, Marika d’Ettores, Chiara de Gol, Emanuele Fasciani, Giulia Gaffi, Giada Grasso, Arianna Ludovica Frollini, Mattia Pesaresi, Vitaliy Prynda, Raimondo Coppola, Daniela d’Amore, Chiara De Stefano, Angela Fusillo, Armando Macchiarulo, Sara Pinto, Vienna Ruocco, Giorgia Saulle, Teresa Vita e Andrea Nicolella.

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