VYKSA 2014

Oggi si chiude il 2020, un anno storico, difficile ma da custodire gelosamente. Ne dovremo renderemo conto quando le automobili non toccheranno l’asfalto, o forse non esisteranno neanche più, quando il petrolio sarà soppiantato dal vino, quando gli scambi economici avverranno con abbracci e sorrisi che, in questo anno, si sono guadagnati il podio dei desideri più ambiti (per chi ha avuto una casa dove stare, un balcone da cui cantare, un forno in cui mettere le pizze, un lavoro con cui guadagnare, acqua potabile da poter bere e cucinare, un frigorifero in cui conservare le scorte acquistate dopo ore di fila al supermercato, uno smartphone o un computer con cui avere la blanda sensazione di “essere presente” in altri luoghi).

Abbiamo, tutti, sperimentato cosa significa la solitudine, quella che provano le persone anziane abbandonate a loro stessi, abbiamo constatato quanto fossimo stronzi nell’animo e capito, forse, che quella che chiamavamo normalità non era altro che un alibi per sfuggire a noi stessi. Abbiamo appurato quanto idioti siano i nostri figli e quanta santità hanno i docenti nel non commettere omicidi in classe, quanto la gente non sopporti se stessa e faccia di tutto per allontanarsi da sé, quanto labili siano gli equilibri della convivenza quando questa si riduce al compromesso e non al piacere della condivisione.

In questo giorno, si dice, ognuno tira le somme dell’anno ormai passato ma quest’anno tireremo tutti delle differenze, saremo costretti ad appuntare cosa ci è stato sottratto e per la prima volta, forse, troveremo un arricchimento del risultato seppure avremmo applicato il segno meno! Insomma dopo tante sottrazioni credo che il risultato sarà maggiore del valore iniziale.

Meno amici, meno concerti, meno arte, meno fotografie, meno passeggiate, meno lavoro, meno viaggi, meno mare, meno montagna, meno natura.

Nanetta avrebbe subito appuntato con un #meno pungente a tutto questo!

Non meno ricordi però, è questo l’augurio che voglio darmi: che ogni istante di questo anno possa rimanere indelebile come ed anche più di quelli degli anni precedenti.

Il tempo che sono riuscito a dedicarmi, la scoperta del cinema come arte, la consapevolezza che non tutto è stato già esplorato, quanto bello può essere il mondo se solo la smettessimo di alterarlo freneticamente con inutili corse al malessere, i libri che ho letto ed il vocabolario sulla scrivania da sfogliare sempre più spesso. La felicità negli occhi di chi poteva vedermi solo di rado in casa, com’è bello il Vesuvio al tramonto di sabato, quanto duro è curare il giardino, la pace fatta con alcuni “me stesso” che lasciavo a casa per andare a ballare, la birra ed uno schermo come rifugio, il mettere in ordine le fotografie riguardandole con più attenzione, la curiosità di sapere come stessero le persone a cui tenevo, la dolce mancanza di mia sorella e dei suoi figli, il viaggiare con la fantasia immaginando il futuro, gli attimi in cui finalmente l’Uomo si era manifestato in una circostanza condivisa e comune.

Non mi è mancato nulla! Ho avuto tutto ma in modo diverso e ne sono felice e grato! Capisco ora più di prima quanto belle siano le differenze!