©Glamour & Portrait

Gli artisti possono colorare il cielo di rosso perché sanno che è blu. Quelli di noi che non sono artisti devono colorare le cose come realmente sono o la gente penserebbe che sono stupidi.

— JULES FEIFFER

Troppo spesso si pensa alla fotografia come un spietata “rapina” fatta al Tempo che inesorabile trascorre, con o senza il nostro volere. Sebbene generi come la street photography o la fotografia documentaristica in generale godano di un impatto maggiore sull’osservatore la fotografia di studio, in netta contrapposizione con i generi precedenti, è un genere fotografico che può vantare un processo creativo più ampio e variegato.
A differenza della sublime arte di catturare gli istanti la fotografia in studio lascia al fotografo il tempo di pensare al discorso fotografico che vuole porre in essere, concede il tempo di organizzare il set, provare le luci e lascia soprattutto il tempo di entrare in sintonia col soggetto della foto, un medium tra l’idea che si vuole concretizzare e quella che poi ne sarà l’immagine.

Senza negare che il genere documentaristico risulta ancora oggi molto più “divertente”, forse in virtù del fatto che il Mondo stesso è un fantastico set fotografico con luci e modelli ineguagliabili, l’essermi avvicinato di soppiatto e con non pochi scetticismi alla fotografia in studio mi ha donato modi diversi di percepire l’immagine e soprattutto l’idea che vive dietro le immagini. In questa galleria ho raccolto un po’ di pose di studio e di shooting in luce naturale che spero ti piacciano…

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