1. Accendere le candele per far vincere il Bene
2. Far uscire i tuoi figli all’alba (o accogliere i figli dei vicini)
3. Mangiare i cibi giusti
4. Procurarsi un pettine per trovare l’amore

5. Farsi belle
6. Farsi benedire gli occhi
7. Scambiarsi dei doni

È una domenica festiva quella del 13 dicembre. È il giorno di Santa Lucia, la Santa della luce che rischiara l’inverno dopo la notte più lunga che ci sia (o almeno così si credeva un tempo). Lucia è patrona, fra gli altri, di Siracusa, degli occhi, degli oculisti, dei ciechi e degli elettricisti. Si festeggia in questo giorno perché il suo martirio avvenne il 13 dicembre del 304.

LUCIA
Era una giovane di famiglia ricca, orfana di padre. Pregando Sant’Agata per la salute della madre ebbe una visione della santa che le rispondeva: «Perché chiedi a me quello che puoi ottenere da sola?» La ragazza decise di consacrarsi al Signore dopo la guarigione materna e destinò tutto il suo patrimonio ai poveri. Il suo promesso sposo la denunciò come cristiana. Fu allora perseguita in base agli editti dell’imperatore Diocleziano. Venne minacciata di essere esposta fra le prostitute, ma il suo corpo diventò così pesante che non si riuscì a spostarla. Passò una notte insieme ai soldati e fu sottoposta a diversi tormenti, alla fine venne decapitata.

DONI DI SANTA LUCIA
Santa Lucia, come Babbo Natale, porta regali. In alcune regioni del Nord Italia esiste la tradizione della lettera scritta alla Santa per ricevere doni. I piccoli devono andare a letto presto e lasciare un po’ di cibo per Santa Lucia e fieno per l’asino che guida il suo carretto.

Dopo la morte, secondo la leggenda, la Santa sarebbe stata autorizzata a tornare sulla Terra per portare gioia ai bambini nella notte del 13 dicembre. Più probabile che sia stato l’imperatore Costantino, portando la cristianità nell’Impero Romano, a scegliere il giorno del martirio di Lucia come quello in cui si festeggiava al posto del pagano solstizio d’inverno.

IL GIORNO PIÙ LUNGO CHE CI SIA
Quella di San Lucia non è la notte più lunga che ci sia, nonostante la rima venga benissimo. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, nel 1500, era vicina al solstizio d’inverno, ma con il nuovo calendario c’è una differenza di poco più di una settimana. Bisogna aspettare lunedì 21, quest’anno per la notte con la maggiore durata dell’anno, la notte del solstizio d’inverno.

LA LUCE
Molti riti ancora in voga in questa giornata sono legati alla luce. In Svezia la tradizione vuole che la figlia maggiore si vesta con un abito bianco e una cintura rossa e sulla testa una corona di foglie e sette candele. È lei a svegliare la famiglia portando i biscotti preparati il giorno prima.

La dea antica che si collega a Lucia è Artemide, cui era consacrata l’isola siracusana di Ortigia. Sono entrambe vergini e Artemide è ricordata anche come dea della luce. C’è un’affinità anche con Demetra, dea dei campi. La leggenda vuole che la notte che precede il 13 dicembre la Santa voli sui campi con una corona di luce per riportare fertilità.

Santa Lucia viene di solito ritratta con un piattino su cui sono posati i suoi occhi. Non si trova però fondamento dell’episodio della santa che si strappa gli occhi. Il fatto che sia patrona della vista è legato al nome Lucia, da lux, luce, in latino.

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