Cinque serate, al Monk di Roma, per celebrare la filosofia e, soprattutto, restituirle una sua funzione pratica. Tlon, scuola permanente di filosofia e immaginazione, ha deciso di organizzare una vera Festa della Filosofia, che sappia ricucire il legame tra ozio e negozio, così come lo intendevano i latini. «In un tempo complesso come questo è fondamentale tornare a guardarsi dal vivo, a pensarsi e desiderarsi come una comunità. Per dirla con Dylan Thomas, vogliamo “Infuriare contro il morire della luce” insieme ad alcuni tra i più grandi pensatori e pensatrici in circolazione, capaci di intrecciare insieme i loro desideri in una collana di gesti e parole», hanno spiegato Maura Gancitano e Andrea Colamedici, fondatori di Tlon, raccontando la Festa della Filosofia come un’occasione per tornare ad essere nani sulle spalle dei giganti: recuperare il pensiero di chi ha saputo farsi immortale e rileggerlo, alla luce del presente.

Le cinque serate, la prima delle quali si terrà venerdì 4 giugno, dalle 18 alle 22, avranno uno stesso scopo. «Non vogliamo sperare: vogliamo desiderare. Stiamo con Spinoza quando scriveva che la speranza è una passione triste: oggi più che mai dobbiamo smettere di sperare, ossia di usare strumentalmente il futuro per digerire meglio la nostra impotenza nel presente. Cerchiamo piuttosto di recuperare l’arte del Desiderio, che arricchisce il presente per renderlo degno del futuro da inventare insieme», hanno spiegato ancora i fondatori di Tlon, che per la propria Festa hanno deciso di utilizzare come filo conduttore il tema del desiderio. Un sentimento umano, potente, il motore di ogni azione individuale, chiamato – nell’occasione specifica – a rimpiazzare la più statica speranza, così che, negli incontri successivi, il 12, 18 e 25 giugno, poi il primo luglio, ogni ascoltatore possa ritrovare gli strumenti critici per superare gli ostacoli di un presente complesso.

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