Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima…

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Era ora, sì, Maggio è quasi finito ed io al mattino mi svegliavo ancora con le piume d’oca del piumone invernale attaccate al pigiama, quello che trasformava…

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E’ un po’ come avere in mente, in loop, la canzone dei Cure! Essere divorato dalle viscere della Terra, la Mia Terra, quella Napoli da sempre bistrattata,…

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Da bambino i supereroi che conoscevo non avevano cognome, o meglio lo avevano quando erano persone come me, nella loro vita reale. Impiegati sfigati con vite mediocri e traballanti, ragazze…

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Distanze, rango, ceto sociale, professione, connotazione politica o religiosa, conto in banca, genealogia o semplicemente il vissuto, sembra incredibile ma la è conoscenza dell’altro a lasciarci cadere,…

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E’ finita anche questa, l’apparentemente più fredda delle esperienze che mi potesse capitare, catapultato a migliaia di chilometri di distanza, nella fredda ed impenetrabile #grandemadrerussia! Esistere e…

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Parodie del presente, zavorre del tempo quegli sguardi che si ha la fortuna di incontrare sulle panchine soleggiate nel parco, occhi persi nel vuoto che ripercorrono un’infinità…

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Ma certo che ci credo ancora, cosa credi? E’ che poi, col tempo, tutto cambia, non che si debba per forza sbiadire anzi a volte col tempo…

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Te lo raccontai una notte, quasi era l’alba credo, fermi in macchina davanti al cancello di casa tua. Ti parlai del vuoto, di cosa significasse vestirsi di…

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Che fatica deve essere stato immaginarli tutti i colori di un paesaggio, delle bandiere o di una foto. C’erano i mondiali dell ’82 quando la TV a…

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Tralasciando teorie ben più blasonate delle mie, assimilo il tempo ad una retta: non ha inizio e non avrà fine, se non per noi qualora lo circoscrivessimo…

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Mi è sempre piaciuto pensare che quello che viviamo, quello che ci si presenta davanti, non sia per caso, e non mi riferisco al Tutto, al fato…

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Potevi pure evitare di chiedermelo il perchè di quella domanda. Stavamo andando a pran…cenare dopo essere stati per quattro ore e mezzo in ipnosi, tuffandoci di continuo…

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Vogliono proprio toglierci tutto, oramai è chiaro, limpido, cristallino. In realtà siamo noi stessi che vogliamo toglierci tutto, privarci del nostro essere, dei piaceri nella speranza di…

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Si cresce sperando che il futuro ci sia amico, complice e fedele, astratto essere che ci donerà la serenità di cui ne è pieno lo scaffale dei…

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E CHI L’AVREBBE MAI DETTO? A volte un fine settimana può aprire la mente, ed il cuore e quello che c’è nel mezzo! Rivedere un amico dopo…

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Ogni volta che mi sono autoconvinto a cambiare opinione su cose e persone, ahimè,  ho sempre dovuto ricredermi! Quando ho deciso di voler riempire il vuoto di…

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Per fortuna alcune cose si rompono e, nell’era del consumismo, c’è sempre qualche avvoltoio che capta il rumore dei frammenti di vetro per proporsi come rimedio al danno. Così si crea lavoro, emozione, PIL e tutto sembra riprendersi meglio ancora di prima. Mai buttar via ciò che si è rotto, insegnano i vecchi seduti sul ciglio della strada.

A volte perfino il tempo si rompe, si frantuma in infiniti istanti disconnessi tra loro e deleteri nell’inconsistenza emozionale formano un cumulo di ricordi sfocati e freddi. Un vuoto temporale che blocca la storia e gli eventi. Un eclisse della mente oscurata dal presente frenetico in cui ogni secondo può essere bloccato, analizzato, vissuto e buttato via.

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Altro che Buoni Propositi, Postit e memorandum: NULLA DI TUTTO CIO’! Mi sono riletto, ho solcato i pixel anneriti quando ero ebbro di una convalescenza devastante che mi ha fatto lasciare sul campo 10 dei chili ostinatamente conquistati in 30 anni di pessima alimentazione! Gli scatoloni coi mobili giacciono ancora nel corridoio… anzi si è aggiunta una cassettiera sgangherata da buttare.

Ormai perfino BUTTARE mi è diventato difficile: bisognerebbe telefonare per richiedere il ritiro dei Rifiuti Ingombranti nel giorno prestabilito (Sabato!). Troppo tempo che non posseggo! Inoltre dovrei quindi chiamare gli stessi che ieri notte non hanno ritirato la Plastica sotto casa, la Plastica pulita, selezionata, sterilizzata con acqua calda affinchè non potesse essere assimilata all’indifferenziato! Un sacchetto di plastica che, volendo quantificare il costo dell’acqua, del gas per riscaldare l’acqua e del tempo per pulirla quasi reputo uno spreco ed un peccato doverla proprio buttare…. quand’è che riusciremo a mangiare “apertamente” la Plastica? Stamane il sacchetto giaceva intatto fuori al portone del palazzo, sacchetto trasparente con contenuti più o meno altrettanto trasparenti: cose da pazzi! Da chiedersi ancora una volta perchè certa gente non viene buttata fuori dai propri posti di lavoro a calci, e con loro anche le famiglie fino al secondo grado di parentela?! Credo sia questa la prima, embrionale forma di violenza , evasione ed inciviltà, la prima delle cause che fa del nostro un Paese che va a Puttane (Uno per tutti… chi ci governa!). Certi giorni portano via bustoni con Vetro e cartoni insieme… nel giorno dell’umido… forse ce l’hanno con me?! O forse ce l’hanno con loro stesi… e si sentono offesi da troppa precisione che, effettivamebte, stona in questo paesino di provincia!

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Beh, questo più che un Post sarebbe da considerarsi un Post-It! Fin dai primi fuochi del nuovo anno non ho fatto che pensare a quanto, quello trascorso, fosse stato un anno di merda, e di conseguenza quali potevano essere i Buoni Propositi per l’anno che nasceva sotto una tempesta pirotecnica, tipica per le mie parti! Complice il mio labile stato di salute devo dire che, quasi saggiamente, seppur sotto l’effetto di “visioni allucinogene” di panettone, vino, castagne, roccocò e mustacciuoli, in primis mi sono proposto di mantenere a bada l’espansione della circonferenza addominale: una settimana di digiuno in opsedale sommata all’alimentazione insana di brodaglie e frutta cotta, hanno permesso lo smaltimento di quasi 10 kg! Restare sotto gli “ottanta” è il primo buon proposito per il nuovo anno!

L’aver abbandonato, ma mai del tutto, il lavoro per ben tre settimane, che avrei preferito fossero state di ferie anzichè di malattia, mi ha fatto riscoprire l’ormai perduto piacere di stare in casa, oziare e, in molti casi, sclerare per la totale assenza di obblighi da assolvere! Trascorrere più tempo con me stesso, con le persone a me care, che ho scoperto essere abbastanza poche e per giunta molte di esse troppo distanti da me, è il secondo buon proposito, attuabile se non altro riducendo le ore di straordinario congiuntamente all’esimermi dal regalare la quasi totalità delle ferie lavorative al “Cielo”. Magari potrei pensare addirittura di coltivare qualche amicizia e, perchè no, qualche interesse extra-digitale, di quelli che hanno tirato su le mie membra! Difatti riscoprire il piacere di leggere sul divano, con un plaid poggiato sulle ginocchia, devo dire che è stato davvero uno dei momenti più esilaranti dell’anno di merda che è ormai andato!

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