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Sono passati 18 anni dalla mia “prima volta”, la prima volta che ho conosciuto me stesso, la prima volta che ho visto il grano, la mia prima…

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Era ora, sì, Maggio è quasi finito ed io al mattino mi svegliavo ancora con le piume d’oca del piumone invernale attaccate al pigiama, quello che trasformava…

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E’ un po’ come avere in mente, in loop, la canzone dei Cure! Essere divorato dalle viscere della Terra, la Mia Terra, quella Napoli da sempre bistrattata,…

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Da bambino i supereroi che conoscevo non avevano cognome, o meglio lo avevano quando erano persone come me, nella loro vita reale. Impiegati sfigati con vite mediocri e traballanti, ragazze…

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Tralasciando teorie ben più blasonate delle mie, assimilo il tempo ad una retta: non ha inizio e non avrà fine, se non per noi qualora lo circoscrivessimo…

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Ci penso ormai da tempo, a dire il vero da quando hanno inserito “L’OBBLIGO” di indossare le cinture di sicurezza. Ricordo che ai tempi io non avevo ancora la patente e mio padre guidava un A112 Elegant ripittato dall’amaranto demodè ad un turchese scuro davvero orribile!

A quell’ “OBBLIGO” è succeduto quello delle luci accese in Autostrada e sulle Strade Statali anche di giorno, anche d’estate quando a mezzogiorno il sole brucia strade e copertoni come fosse un’inferno meritato!

Ed infine oggi, il Meteo di Canale 5 ha commentato più o meno così l’ondata di caldo che si protrarrà, secondo “Gli Dei Metereologi”, fino a Martedì:

“Ondata di caldo terribile… istituito il Numero Verde (che manco ricordo!), deliri e disastri al Nord… dobbiamo aver pazienza fino a Martedì quando arriveranno “FINALMENTE” (specifico che la parola FINALMENTE è stata detta!)  piogge e temporali che abbasseranno le temperature”.

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Se c’è una cosa che caratterizza l’Estate Campana da circa 15 anni… è la monnezza! Chiedo da ora di porre l’attenzione su 3 componenti dell’affermazione appena fatta: Campania e non solo Napoli, circa 15 anni e non 5 e l’Estate!

Da qualche anno, credo una mezza dozzina, il mondo scopre qualcosa che decide di chiamare EMERGENZA RIFIUTI! Il termine EMERGENZA è un accrescitivo che, evidentemente, arricchisce qualcuno di potente visto che dalla stessa mezza dozzina di anni c’è stata l’EMERGENZA ABRUZZO, l’EMERGENZA ALLUVIONI in Piemonte e Toscana, l’EMERGENZA INCENDI…

Insomma, credo che qutte queste EMERGENZE siano un po’ costruite a tavolino, non so da chi e perchè, ma immagino che alla base ci siano sempre e comunque i soliti ignoti, che traggono profitto dalle cose più aberranti!

Ritornando alla monnezza, sappiate che quella c’è sempre stata, e specialmente d’Estate! Quella che oggi viene detta emergenza è quella che quindici anni fa era NORMALITA’! Allora mi chiedo: dov’erano quelli che incendiavano i camion della spazzatura 15 anni fa? Dov’erano i manifestanti? E le Mamme Vulcaniche? Qualcuno sapeva qualcosa di “Termovalorizzatori”, “Percolato”, “Discariche”, “Stoccaggio” e differenziata? NO! Un bel giorno DIO appare, ovviamente in TV, e comunica alla gente che c’è l’EMERGENZA RIFIUTI in Camania! CAZZO non ce ne eravamo mica accorti!

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Il fregio del Paradiso che fu non potrà togliercelo nessuno… ma quello che si vede oggi a Napoli (e provincia…) ne mette certamente a repentaglio reputazione e pregi! Non avvallo Pontida e facinorose azioni scissioniste del sangue che la Storia ha visto scorrere e, seppure consapevole dell’eccellenza Borbonica rasa al suolo dai Piemontesi ai tempi dell’Unità d’Italia con le Due Sicilie, non posso fare a meno di osservare che, intorno a me, TUTTO diventa sempre, giorno dopo giorno, più invivibile!

Stasera, di ritorno dalla prima caduta della Via Crucis dei Regali Di Natale, dopo aver portato su a casa una mole di inutilità raccapriccianti, mi è toccato andare a posare la macchina nel garage! Come mio solito, e come credo che ogni persona giudiziosa del piccolo paese della cintura vesuviana in cui abito, prima di effettuare la svolta a destra che mi immette nella discesa a dir poco stretta del garage, ho azionato l’indicatore di direzione (che ancora funziona!) ed ho guardato nello specchietto retrovisore per essere certo di non avere auto al seguito.

In realtà una macchina, CONTROMANO, sopraggiungeva alle mie spalle ma, visto il contromano, vista la freccia e vista la larghezza della carregiata che può accogliere a stento due auto ero QUASI certo di poter girare a destra.

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E’ Luglio e fa un caldo boia… anche se s’era visto di peggio! Ma d’altronde è pure normale: è Estate. Un’estate come le ultime quattro o cinque, un’estate in cui l’argomento più gettonato è LA CRISI! La maledetta crisi globale che ha attanagliato l’intero mondo e le finanze di tutti quelli che devono a tutti i costi sbarcare il lunario, con famiglie da mantenere ed un oceano di problami da dover fronteggiare, combattere e risolvere. Poveri loro! Io sono uno dei fortunati che non ha risentito di questa CRISI: niente cassa integrazione, niente mobilità, lo stipendio è arrivato regolarmente… o quasi… ma è sempre arrivato, la banca ha potuto prelevare la rata dal mutuo, a seguito dell’incidente l’assicurazione mi ha risarcito e la finanziaria ha potuto prelevare la rata della nuova macchina: Donna!

Insomma per me LA CRISI non c’è stata ed è per questo che DEVO ritenermi fortunato! Molti dei miei colleghi hanno passato notti insonni a causa del proprio lavoro che veniva messo a repentaglio ogni giorno. Proprio l’altro giorno uno di quelli mi ha telefonato per raccontarmi di come fosse stata dura affrontare le tre settimane di cassa integrazione al mese e riuscire ad arrivare a fine mese con lo stipendio. Era al mare con la famiglia mentre mi diceva tutto ciò ed io soffrivo per lui, per i problemi che aveva dovuto superare… ed anche per il caldo opprimente che mi assaliva mentre con una mano tenevo il telefono e con l’altra ero intento a svitare un filo da una cassetta di derivazione annegata nell’olio di una pressa! Poverino, si deve stare veramente male in spiaggia mentre non si conoscono ancora le sorti del proprio futuro!

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E’ successo sette giorni fa! Dalla domanda ricorrente di come trascorrere un Sabato “diverso” e dall’utilissima banda larga era emersa la possibilità di poter andare ad un concerto. Amiamo entrambi la musica ed il bivaccare in un’ambiente “malsanamente” libero (direbbero alcuni!). A me il compito di rendere tutto “una sorpresa”, e senza lasciar minimamente intendere quale sarebbe stata la destinazione siamo saliti in macchina alla volta di Salerno, Via Irno precisamente! Dove si trovasse Via Irno non era minimamente nelle mie conoscenze ma ricordavo ci fosse un’uscita della pseudo-tangenziale con quel nome lì!

Effettivamente l’uscita c’era, peccato che, prima di trovare la meta ci è toccato fare cinque o sei volte il tour delle stradine e deli sensi unici che colmano la viabilità della zona! Dopo circa 45 minuti siamo riusciti ad individuare il luogo dell’evento, orfano di parcheggio (meno male) e già abbastanza ricco di gente.

Un altro piccolo dettaglio andava però analizzato: la fame epica che ci assaliva entrambi! Ci siamo messi così alla ricerca di una pizzeria, una qualunque, la più vicina e che avesse magari posti liberi vista l’ora e visto che era Sabato sera. Ne troviamo una, l’unica, anche abbastanza vicino e questa fatidica scoperta viene accolta con la pioggia che, negli ultimi giorni, aveva accompagnato gran parte delle giornate.

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C’era una volta. Generalmente le favole iniziano così, invece stavolta quel “c’era una volta” sancisce la fine di una favola: IL SUD! Quella parte di Italia che per secoli, mentre il Nord si frammentava in pezzetti sempre più piccoli, è stato il Regno Delle Due Sicilie, Il Regno Di Napoli, vivevano esseri geneticamente filosofici. L’evoluzione di Darwin ed il clima mite aveva fatto sì che quegli uomini potessero sviluppare in gene della felicità. La felicità si tramandava così da generazione in generazione e tutti vivevano tranquilli, traendo sostentamento dall’agricoltura, dal lavoro nei campi, dall’allevamento e dall’ozio dei ricchi che, attratti dalle magnificanze naturali unitamente al clima, non disdegnavano di trascorrere al SUD le proprie vacanze o addirittura l’intera vita. Perfino il Re di Spagna lasciò la sua terra natìa per trasferirsi a Napoli.

Doveva essere proprio un Paradiso quel Sud dell’Italia!

Già i Romani avevano scoperto l’estasiante bellezza di quei luoghi, al punto che a Pompei bordelli e ville di ricchi romani abbondavano. La vita trascorreva tranquilla, nel tepore delle giornate di tanti secoli fa, e la sera tra vino e delizie si ororavano le divinità di Bacco ed Afrodite. Il razzismo non esisteva, quello più simile era definito dalle “caste” ovvero dalla consapevolezza e l’ufficializzazione che non tutti erano uguali. C’erano i ricchi, i potenti, i poveri e gli schiavi!

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Non è cosa rara che, quando qualcuno viene a trovarmi mi chieda: “Ma non hai paura del Vesuvio?”. Il Vulcano Vesuvio abita a circa tre chilometri in linea d’aria da me, e quando vivevo ancora a casa di mia madre era ancora più vicino! Nella casa materna la finestra della mia stanza dava proprio sul Vesuvio che, ogni mattina, mi salutava entrando a stento nella finestra! Oggi, invece, mi saluta dal balcone, riesco a vederlo ampiamente anche col suo compagno di merende, il Monte Somma, alla sua sinistra!

Ma volendo rientrare nel discorso ho sempre risposto: “NO! Per me è sempre esistito, sta lì da sempre e, se non fossi stato tu a ricordarmelo, mi sarei anche dimenticato di fartelo vedere!”. Tralasciando la comune abitudine a non valorizzare ciò che abbiamo vicino in quelle circostanze che, ripeto, più e più volte si sono ripetute nella mia vita, mi sono sempre reso conto di come il Vesuvio, o un’entità che potenzialmente potrebbe distruggere in un sol colpo milioni di vite, possa destare sospetti e paura in chi non l’ha avuto accanto dalla nascita!

Questo “dato di fatto” credo si ripercuota anche sull’anima e sull’indole di chi, come me, vive all’ombra del Vesuvio da anni o decenni. In definitiva credo che l’anima di chi convive col Vesuvio sia abituata, o forse rassegnata, all’onnipotenza altrui ragion per cui la forma mentale, l’approccio alle credenze ed al sovrannaturale trova ampio spazio nelle vite vesuviane, dalla magia alla cabala, dalla religione all’esoterismo, dalle adorazioni alla scaramanzia.

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“Ci devi andare: è stupendo!” – “Un’esperienza indimenticabile!” – “Da non credere: il paradiso è li'”

Parlo dei “soliti” luoghi di vacanza, quelle mete da sogno che vengono assalite da tutti, magari noi compresi, in estate o, grazie all’ormai accessibile natura degli spostamenti, quando si ha del tempo e qualche soldo a disposizione. Generalmente, a me che sono un comune mortale, capita a Settembre o a fine Gennaio, quando il conoscente di turno, di ritorno dal proprio “FANTASTICO” viaggio, comincia a parlare dell’esperienza unica ed irripetibile della sua vacanza! Mete esotiche, paesaggi incantati in luoghi lontanissimi del geoide.Oggetto sconosciuto

La narrazione, spesso, è supportata da istantanee digitali che scorrono su uno schermo LCD che supera i 30 pollici, e spesso la velocità di scorrimento delle foto non permette di passare in rassegna la foto da un’estremità all’altra, vista la notevole espansione del televisore! Più spesso ancora, invece, la medesima cosa accade sul display di un “telefono” cellulare… che si differenzia dal televisore di poco fa, solo perchè, da qualche parte, ha una tastiera più o meno numerica!

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Dopo un risveglio mai uguale a quello del giorno prima, e dopo i due Star Gate da corrompere con una tessera a scalare si comincia a respirare aria di libertà! E’ quell’aria che in molti, quì in Italia, sognano per un anno intero ma che odiano dopo solo 5 minuti… che corrispondono a circa 100 calci alla frizione della propria automobile, tirata a lucido per la traversata che da decenni si ripete d’estate.Oggetto sconosciuto

Sto parlando della Salerno – Reggio Calabria, una delle poche cose GRATUITE che ci sono nel nostro Paese ma che invece, come quasi tutto il resto delle cose, NON FUNZIONA! Ogni mattina, in tempi non sospetti, molti individui, forse per nostalgia o forse solo per guadagnarsi da vivere, percorrono la SARC, vivendo così un’avventura surreale e nello stesso tempo avvincente.

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[20/07/2008] Mi è sembrato doveroso, quantomeno, tentare di dirti CHI SONO… stavolta in una maniera più flebile e compita, quella che forse meglio si adatterebbe ad una lettura da cuscino! Prima che tu possa navigare tra le pagine scarabocchiate di questo piccolo sito, mi sembra giusto parlarti di me, di chi sono e delle mie esperienze, affinché possano essere chiari i fogli pixellati che scoverai qui.

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